Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo testo della riforma che, tra le altre cose, prevede l’adesione obbligatoria dei Comuni alla piattaforma del contrassegno disabili e nuove regole per tutelare il passaggio dei pedoni
Il nuovo Codice della strada compie un primo passo verso l’approvazione definitiva. Il 13 ottobre il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al testo promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La riforma interviene su diversi aspetti della circolazione, dalle sanzioni alla digitalizzazione dei documenti, fino alle regole per motociclisti e monopattini. Tra le novità annunciate dal Ministero ci sono anche alcune misure che interessano direttamente le persone con disabilità, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento del Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE) e la tutela della mobilità pedonale.
Il testo, lo ricordiamo, non è ancora legge, e le disposizioni potrebbero essere modificate durante il successivo iter legislativo. L’entrata in vigore è attesa nel 2027.
CUDE: obbligo di adesione per tutti i Comuni
La novità più significativa per le persone con disabilità riguarda il Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE), che consente di usufruire delle agevolazioni previste per la circolazione e la sosta. La riforma introduce l’obbligo per tutte le amministrazioni comunali di aderire alla piattaforma nazionale, con l’obiettivo di rendere più uniforme il riconoscimento del contrassegno sull’intero territorio italiano.
Ricordiamo che è già operativa la piattaforma nazionale per le targhe associate al CUDE: si tratta di un sistema nato per facilitare gli spostamenti in automobile tra Comuni diversi, evitando al titolare del contrassegno di dover richiedere ogni volta nuove autorizzazioni per l’accesso alle Zone a traffico limitato (ZTL) e l’utilizzo dei parcheggi riservati, nei casi previsti. Il problema è che l’adesione dei Comuni è sempre stata molto ridotta, poiché del tutto volontaria.
“In passato – ha spiegato la Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli – le disposizioni sono state interpretate come raccomandazioni e pochissimi Comuni hanno aderito alla piattaforma nazionale, oggi i Comuni dovranno aderire e in caso contrario non potranno utilizzare i dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni del Codice della strada. Con questo provvedimento vengono inoltre inasprite le sanzioni amministrative collegate all’uso improprio o fraudolento dello stesso contrassegno, a tutela soprattutto di chi ne ha realmente diritto”.
Cosa succede ai Comuni che non aderiscono?
Come illustrato da Locatelli, il nuovo testo prevede che i Comuni inadempienti non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per rilevare le violazioni relative alla sosta riservata e all’accesso alle ZTL.
La misura dovrà comunque essere valutata alla luce del testo normativo definitivo, che chiarirà anche le modalità e i tempi di applicazione.
Monopattini elettrici: stop quando intralciano
Un’altra novità potenzialmente importante per le persone con disabilità riguarda i monopattini elettrici: il testo presentato dal MIT prevede il divieto di circolazione dei monopattini quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni.
Un monopattino lasciato o utilizzato in modo da ostacolare il passaggio può infatti rendere difficile, e in alcuni casi impossibile, percorrere un marciapiede in sicurezza. La tutela dello spazio pedonale è quindi un aspetto concreto del diritto alla mobilità autonoma.
La riforma contempla inoltre la possibilità per i Comuni di individuare, attraverso apposite ordinanze, aree di sosta per i monopattini anche sui marciapiedi, a condizione che rimanga spazio sufficiente per il passaggio sicuro dei pedoni e delle persone con disabilità.
Le altre novità
Oltre alle disposizioni specifiche sul CUDE e sui monopattini, la riforma contiene alcune misure generali che possono avere effetti anche sui conducenti con disabilità e sulle persone che li accompagnano:
- Documenti di guida in formato digitale. Non sarà più obbligatorio portare con sé la patente e la carta di circolazione in formato cartaceo: le informazioni potranno essere verificate telematicamente dalle forze di polizia. La semplificazione riguarda tutti gli automobilisti e non modifica le eventuali prescrizioni relative alla patente speciale o agli adattamenti del veicolo.
- Notifiche delle multe. Per le violazioni accertate da remoto, senza contestazione immediata, il termine ordinario per notificare il verbale scenderà da 90 a 45 giorni
- Sanzioni più basse per alcune violazioni. Il Ministero annuncia una piccola riduzione di diversi importi, insieme a un contrasto più severo ai comportamenti pericolosi. I minimi edittali più comuni di 26 e 42 euro scenderebbero rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre alcune sanzioni di 83 e 87 euro verrebbero ridotte a 80 euro. È inoltre prevista la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione.
Quando entrerà in vigore il nuovo Codice della strada?
Il via libera del 13 ottobre 2026 non coincide con l’entrata in vigore della riforma: il testo dovrà completare l’iter previsto dalla legge delega prima di poter diventare operativo. Il percorso comprende il coinvolgimento del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari competenti, chiamate a esprimere i rispettivi pareri. Il Governo dovrà quindi procedere all’approvazione definitiva, seguita dall’emanazione del decreto e dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
La legge 23 settembre 2026, n. 171, ha prorogato i termini della delega, prevedendo un percorso che, in determinate condizioni, può comprendere un’ulteriore estensione dei tempi. Le prime ricostruzioni indicano per questo una possibile approvazione definitiva entro marzo 2027, ma non si tratta di una data certa.
Fino all’entrata in vigore del provvedimento, le regole attualmente vigenti restano applicabili. Inoltre, il testo potrebbe essere modificato durante l’iter.
Nuovo Codice della strada: riepilogo delle novità per la disabilità
| Ambito | Novità prevista | Stato |
| CUDE | Adesione obbligatoria di tutti i Comuni alla piattaforma nazionale | Prevista nel testo approvato in via preliminare |
| Controlli a distanza | I Comuni non aderenti non potranno utilizzare dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle ZTL | Prevista, da confermare nel testo definitivo |
| Monopattini | Divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni | Previsto, in attesa dell’entrata in vigore |
| Sosta dei monopattini | Possibili aree di sosta sui marciapiedi, purché sia garantito il passaggio sicuro | Prevista, con individuazione delle aree da parte dei Comuni |
| Patente e carta di circolazione | Superamento dell’obbligo di portare con sé i documenti cartacei | Misura generale, non specifica per la disabilità |
| Sanzioni | Riduzione di alcuni importi e revisione degli adeguamenti | Misura generale |
FAQ nuovo Codice della strada
Il nuovo Codice della strada è già in vigore?
No. Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo il 13 ottobre 2026, ma la riforma deve ancora completare l’iter previsto, con i pareri degli organi competenti, l’approvazione definitiva e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’entrata in vigore è attesa nel 2027, ma la data non è ancora certa.
Che cosa cambia per chi possiede il contrassegno disabili?
La novità principale è l’obbligo per tutti i Comuni di aderire alla piattaforma nazionale CUDE, per facilitare il riconoscimento del contrassegno anche fuori dal Comune di residenza. Il sistema è già operativo, ma la riforma punta a estenderne l’adesione a tutte le amministrazioni comunali.
Che cosa rischia un Comune che non aderisce alla piattaforma CUDE?
Secondo il comunicato del Ministero, non potrà utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per rilevare le violazioni relative alla sosta riservata e all’accesso alle ZTL. La previsione dovrà essere verificata nel testo definitivo. Non comporta l’abolizione delle regole sulla sosta o sull’accesso alle zone a traffico limitato.
I monopattini potranno ancora essere parcheggiati sui marciapiedi?
Il testo prevede che i Comuni possano individuare aree di sosta sui marciapiedi, purché resti spazio sufficiente per il passaggio sicuro dei pedoni e delle persone con disabilità. È inoltre previsto il divieto di circolazione quando i monopattini costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni.
Sono previste nuove agevolazioni per chi guida un veicolo adattato?
Dalle informazioni diffuse finora non emergono nuove agevolazioni specifiche per l’acquisto o l’adattamento dei veicoli, né modifiche certe alle regole sulle patenti speciali. Per questi aspetti sarà necessario esaminare il testo definitivo della riforma.
Le nuove regole possono ancora cambiare?
Sì. Il testo deve completare l’iter legislativo e potrebbe essere modificato prima dell’approvazione definitiva. Per questo le disposizioni annunciate vanno considerate misure previste dal progetto di riforma, non norme già applicabili.
Redazione
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