Non soltanto una dichiarazione d’intenti sulla necessità di rafforzare i rapporti tra le due sponde, ma una serie di proposte che spaziano dalla mobilità quotidiana alla promozione turistica, dalla collaborazione tra atenei alla gestione delle emergenze. Il Protocollo d’intesa sottoscritto il 16 ottobre dai sindaci di Messina e Reggio Calabria, Federico Basile e Francesco Cannizzaro, mette nero su bianco gli obiettivi dell’Area Integrata dello Stretto e individua gli strumenti attraverso cui le due amministrazioni intendono provare a realizzarli.
Il documento, articolato in undici articoli, disegna una strategia comune su sei direttrici: trasporti e mobilità intermodale, turismo, cultura, università e ricerca, Protezione civile e buone pratiche amministrative. Tra le proposte figurano un collegamento coordinato con l’aeroporto “Tito Minniti”, un titolo di viaggio unico, un’agenzia per la mobilità, un marchio turistico condiviso e iniziative per rendere più accessibili i musei delle due città.
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C’è però una distinzione importante: il Protocollo stabilisce un quadro di collaborazione e individua gli interventi da promuovere, ma non equivale all’attivazione immediata dei servizi. Lo stesso testo precisa che non comporta obblighi finanziari immediati e che i singoli progetti dovranno essere definiti attraverso atti successivi.
Ecco, punto per punto, che cosa prevede l’intesa.
1. Trasporti: collegare Messina all’aeroporto di Reggio Calabria
È uno degli assi centrali del documento. L’obiettivo è costruire un collegamento intermodale tra il centro di Messina e l’aeroporto “Tito Minniti”, mettendo in rete trasporto pubblico locale, traghettamento, ferrovia e collegamenti su gomma. Il percorso ipotizzato si articola in tre segmenti:
- Da Messina all’attraversamento dello Stretto: una navetta del trasporto pubblico locale, gestita da Atm Messina, dovrebbe collegare il nodo centrale di Parco Cavallotti ai servizi marittimi diretti verso la Calabria.
- Dalla sponda calabrese all’aeroporto: da Villa San Giovanni e dalla stazione di Reggio Calabria Centrale si punta a organizzare collegamenti con navette su gomma e servizi ferroviari regionali cadenzati.
- Orari coordinati con i voli: i collegamenti marittimi e terrestri dovrebbero essere sincronizzati con gli arrivi e le partenze degli aerei, per ridurre i tempi di attesa e rendere più agevole il trasferimento.
Il progetto prevede anche un Titolo di viaggio unico dell’Area dello Stretto, acquistabile attraverso una piattaforma digitale comune oppure tramite i canali di vendita dei vettori aerei. L’idea è consentire al passeggero di organizzare il trasferimento attraverso più mezzi senza dover gestire separatamente ogni segmento del viaggio.
Nel Protocollo compare inoltre la realizzazione di un pontile di collegamento con l’aeroporto dello Stretto, da sviluppare attraverso un’apposita progettualità.
2. L’Agenzia Unica dello Stretto e lo Stretto Pass
Per coordinare i servizi, le due amministrazioni promuovono la costituzione di un’Agenzia Unica dello Stretto per la Mobilità, un organismo sovracomunale al quale affidare la programmazione unificata del trasporto pubblico locale, marittimo e terrestre.
Tra le funzioni ipotizzate figurano il monitoraggio della qualità dei servizi, la gestione di una piattaforma informativa in tempo reale e la promozione di soluzioni di mobilità sostenibile per chi si sposta abitualmente tra le due città. L’Agenzia dovrebbe inoltre lavorare per attrarre finanziamenti destinati alle infrastrutture materiali e digitali. Alla stessa strategia si collega lo Stretto Pass, un titolo integrato pensato per unire trasporti marittimi, autobus e accesso a musei e attrazioni culturali di entrambe le sponde.L’obiettivo è offrire ai visitatori un pacchetto che faciliti gli spostamenti e incoraggi a prolungare la permanenza nell’area, distribuendo le presenze turistiche tra Messina e Reggio Calabria. Anche in questo caso si tratta di strumenti da costruire: il Protocollo ne definisce la direzione, ma non stabilisce ancora tariffe, modalità operative o tempi di attivazione.
3. Aeroporto “Reggio Calabria-Messina” e marchio turistico comune
L’intesa affronta anche il tema dell’identità commerciale dell’aeroporto reggino. Le due amministrazioni intendono promuovere, d’intesa con la società di gestione aeroportuale Sacal, una richiesta formale ai vettori affinché lo scalo venga indicato commercialmente come “Reggio Calabria-Messina” sulle rotte nazionali, internazionali ed europee, esistenti e future.
Il documento punta inoltre a una promozione coordinata sui canali delle compagnie aeree e degli enti turistici regionali, con l’obiettivo di presentare lo Stretto come un’unica destinazione, pur mantenendo le peculiarità dei singoli territori. La strategia comprende la creazione di un marchio territoriale condiviso, destinato a valorizzare le eccellenze produttive, artigianali, agroalimentari e turistiche delle due sponde.
Il Protocollo prevede anche iniziative di co-marketing e una programmazione comune di concerti, fiere e manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale. La finalità è rafforzare l’attrattività dell’area e intercettare nuovi flussi di visitatori.
4. Musei, archeologia e “Domeniche dello Stretto”
La collaborazione culturale passa dalla possibilità di costruire itinerari che comprendano entrambe le città, valorizzando un patrimonio che oggi viene spesso fruito separatamente. Tra le iniziative indicate c’è quella delle “Domeniche dello Stretto”: un calendario condiviso di giornate con ingresso gratuito o a tariffa ridotta nei principali poli espositivi delle due sponde. Il Protocollo cita espressamente il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, il MuMe, e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il MArRC, che custodisce i Bronzi di Riace.
L’obiettivo è rendere più accessibili i luoghi della cultura, soprattutto per i residenti, e incentivare visite che comprendano musei, teatri e siti archeologici di entrambe le città nell’arco della stessa giornata o di un fine settimana.
La strategia non si limita ai musei. Il documento richiama progetti già esistenti, come le Fortificazioni Umbertine, la rete internazionale delle Rotte di Ulisse e la Rete Verde dello Stretto, insieme alla valorizzazione dei borghi, dei siti marini, delle tradizioni della pesca e del patrimonio culturale costiero.
5. Università e ricerca: corsi, laboratori e abbonamenti agevolati
Un altro capitolo riguarda il rapporto tra gli atenei e i centri di ricerca delle due città. Le amministrazioni intendono promuovere protocolli d’intesa con le rispettive università per sviluppare progetti scientifici comuni, dottorati interateneo e forme di condivisione dei laboratori ad alta tecnologia.
I settori individuati sono quattro:
- Scienze e tecnologie del mare, dal monitoraggio biologico all’oceanografia e allo sviluppo sostenibile delle risorse marine.
- Ingegneria delle infrastrutture e mobilità, con studi sui sistemi di trasporto, la logistica portuale e le opere strutturali in ambiente marino.
- Architettura, urbanistica e paesaggio, per una pianificazione territoriale integrata e la rigenerazione urbana delle aree costiere.
- Geofisica e prevenzione del rischio sismico, attraverso studi sulle faglie e sulla sismologia applicata all’ingegneria civile.
Per studenti, docenti e ricercatori il Protocollo prevede inoltre la promozione di agevolazioni tariffarie e abbonamenti integrati, così da facilitare la frequenza di corsi, biblioteche e laboratori sull’altra sponda.
L’ambizione è creare anche un ecosistema condiviso dell’innovazione, coinvolgendo università, Camere di commercio, imprese, startup e istituzioni. Tra i settori di riferimento figurano economia del mare, nautica, turismo, sostenibilità e nuove tecnologie.
6. Protezione civile: una centrale comune per le emergenze
Tra gli ambiti di collaborazione c’è la costruzione di un sistema integrato di Protezione civile, pensato per un territorio esposto a rischi sismici, fragilità idrogeologica ed eventi meteorologici e marini avversi. Il Protocollo individua diversi strumenti tecnologici e operativi:
- una centrale di monitoraggio e coordinamento;
- una rete di sensori e radar meteo-marini per rilevare in tempo reale moto ondoso, correnti, vento e mareggiate;
- l’integrazione dei sistemi di monitoraggio sismico, geotecnico e pluviometrico;
- una flotta di droni per verificare rapidamente i danni, ispezionare le infrastrutture e sostenere le operazioni di soccorso, anche in caso di isolamento o emergenze marittime.
È prevista inoltre la redazione di un Piano di Protezione civile dell’Area Integrata, con procedure operative comuni per affrontare i rischi che interessano entrambe le sponde. Il progetto comprende una control room meteorologica integrata e una piattaforma condivisa per la gestione delle emergenze. Il documento indica dunque una direzione precisa, ma non definisce ancora costi, dotazioni effettive e calendario di realizzazione.
7. Buone pratiche amministrative: casa, digitale e lavoro giovanile
L’integrazione non riguarda soltanto i servizi visibili a cittadini e turisti. L’articolo 7 del Protocollo prevede lo scambio di esperienze e modelli amministrativi già sperimentati dai due Comuni.
Tra gli ambiti citati ci sono la digitalizzazione, anche attraverso strumenti legati al gemello digitale, le politiche abitative e la collaborazione nell’ambito del Distretto dell’Economia sociale. Le amministrazioni intendono inoltre condividere politiche e iniziative rivolte all’occupazione e all’imprenditorialità giovanile, oltre al protocollo Urban Food Policy. L’obiettivo dichiarato è mettere a fattor comune strumenti e competenze, evitando che esperienze potenzialmente utili rimangano circoscritte a una sola città.
8. Le risorse economiche: nessun obbligo immediato
È uno dei passaggi più importanti per capire la portata concreta dell’intesa. L’articolo 8 stabilisce espressamente che il Protocollo non comporta obbligazioni finanziarie immediate né trasferimenti di risorse tra i due Comuni. Gli eventuali oneri per realizzare i progetti dovranno essere definiti attraverso atti separati, nel rispetto delle norme contabili e delle disponibilità di bilancio.
Questo significa che le proposte contenute nel documento non corrispondono ancora a servizi attivati o opere finanziate. Per passare dalla cornice strategica alla realizzazione serviranno ulteriori decisioni amministrative, risorse e accordi con i soggetti coinvolti.
9. Durata di cinque anni, con possibilità di recesso
Il Protocollo ha una durata di cinque anni dalla sottoscrizione e può essere rinnovato attraverso un accordo scritto. Le modifiche dovranno essere concordate per iscritto. Ciascuna amministrazione potrà inoltre recedere dall’intesa con un preavviso di 60 giorni, fermo restando quanto già validamente assunto attraverso eventuali atti separati.
Il documento ha quindi una durata definita e lascia alle due parti la possibilità di adeguare o interrompere la collaborazione, senza cancellare gli impegni già formalizzati con altri provvedimenti.
10. Un accordo di indirizzo, non ancora operativo
L’articolo 10 chiarisce la natura dell’intesa: il Protocollo esprime indirizzi di collaborazione istituzionale, ma non costituisce un affidamento di servizi, una concessione o un accordo tariffario. Non crea, inoltre, vincoli nei confronti di soggetti terzi. Ogni progetto esecutivo resta subordinato ai provvedimenti previsti dalla legge. Per questo, ad esempio, la proposta di un biglietto unico non equivale ancora a un accordo tariffario tra i gestori, così come la denominazione commerciale dell’aeroporto richiederà il coinvolgimento dei soggetti competenti.
Le iniziative di comunicazione congiunta e l’utilizzo dei rispettivi segni istituzionali dovranno essere concordati preventivamente tra le amministrazioni.
11. Il prossimo passaggio: il riconoscimento istituzionale dell’Area dello Stretto
Il Protocollo è stato sottoscritto a bordo della nave “Elio” del gruppo Caronte & Tourist, durante l’incontro al quale hanno partecipato rappresentanti delle Giunte e dei Consigli comunali, insieme ai vertici amministrativi dei due enti e a esponenti delle istituzioni e del mondo economico. Nel percorso illustrato dai sindaci, la firma rappresenta l’avvio di una fase di collaborazione che dovrà proseguire anche attraverso il confronto con il Governo nazionale. L’obiettivo indicato è individuare gli strumenti normativi necessari a dare un riconoscimento istituzionale all’Area Integrata dello Stretto.
Il documento prova così a tradurre in una strategia condivisa i rapporti economici, sociali e di mobilità che già legano Messina e Reggio Calabria. La verifica decisiva sarà la capacità di trasformare le proposte in progetti attuabili, con responsabilità definite, risorse e tempi certi.
Perché il Protocollo individua molte direzioni di lavoro, dalla mobilità alla Protezione civile. Il passaggio successivo sarà dimostrare quali di queste potranno diventare servizi effettivamente disponibili per chi vive, studia o lavora sulle due sponde.
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