La “Atlantide della Toscana” esiste davvero: un paese sommerso aspetta di tornare alla luce


Sotto le acque del Lago di Vagli, in Toscana, si nasconde un intero borgo abbandonato: Fabbriche di Careggine, spesso soprannominato l’“Atlantide della Toscana”. Sommerso dopo la costruzione della diga, il paese torna visibile solo in occasione dello svuotamento del bacino, facendo riemergere case, strade e i resti della chiesa e alimentando ogni volta l’attesa per la sua prossima apparizione.

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Immaginate un antico borgo medievale silenzioso, custode di memorie perdute, che riposa placidamente sotto decine di metri d’acqua turchese.

Stiamo parlando del borgo sommerso nel Lago di Vagli, un luogo avvolto nel mistero dove la magia e la storia si fondono, dando vita a quella che è da tutti conosciuta come l’Atlantide della Toscana.

Nascosto nel cuore verde e rigoglioso della Garfagnana, in provincia di Lucca, si cela Fabbriche di Careggine, un affascinante paese fantasma del XIII secolo che riemerge solo in rare, eccezionali e attesissime occasioni.

Tra antiche leggende di fabbri ferrai, l’epopea della costruzione della maestosa diga idroelettrica nel Dopoguerra e l’attesa febbrile per il prossimo svuotamento lago Vagli (che secondo le ultime notizie dovrebbe avvenire tra il 2027 e il 2028), vi portiamo alla scoperta di questo gioiello sommerso.

E non è tutto: vi offriremo anche una guida completa e dettagliata sulla Garfagnana, per pianificare un itinerario perfetto tra le adrenaliniche attrazioni del Vagli Park, ponti sospesi e una natura incontaminata.

Fabbriche di Careggine: le origini dell’Atlantide della Toscana

Fabbriche di Careggine

La storia di Fabbriche di Careggine affonda le sue radici nel lontano XIII secolo. Il borgo fu fondato da una piccola ma laboriosa colonia di fabbri ferrai provenienti da Brescia, giunti in terra toscana per lavorare il ferro estratto dal vicino Monte Tambura.

Nel corso dei secoli, il paesino prosperò proprio grazie alla metallurgia e divenne un importante snodo commerciale.

Dopo essere passato sotto il dominio Estense, nel 1755 il duca Francesco III d’Este concesse agli abitanti notevoli privilegi, tra cui l’esenzione dal servizio militare e agevolazioni sul trasporto delle merci, trasformando il villaggio in uno dei maggiori fornitori di ferro dello Stato.

È in questo periodo d’oro che venne costruita la celebre Via Vandelli, un capolavoro di ingegneria civile dell’epoca che collegava Modena a Massa, attraversando il torrente Edron grazie a un suggestivo ponte a tre arcate in muratura.

Con il declino dell’industria del ferro nell’Ottocento, gli abitanti tornarono alle più tradizionali attività agropastorali, fino a quando, agli inizi del Novecento, l’estrazione del marmo non portò una nuova ondata di benessere ed elettrificazione nella valle. Ma il destino di questo piccolo mondo antico era ormai segnato e stava per compiersi una trasformazione drastica che avrebbe reso il villaggio una vera e propria Atlantide della Toscana.

La costruzione della diga e l’addio al borgo (1947-1953)

Il punto di non ritorno per Fabbriche di Careggine arrivò nel 1941, durante il regime fascista, quando la società elettrica Selt-Valdarno (oggi Enel) elaborò un ambizioso progetto per sbarrare il corso del torrente Edron.

L’obiettivo era creare un imponente bacino artificiale per alimentare le centrali idroelettriche della zona, in risposta alla crescente fame di energia del Nord e Centro Italia. I lavori veri e propri iniziarono nel 1947 e si conclusero nel 1953. Fu innalzata una maestosa diga alta ben 92 metri, capace di trattenere oltre 34 milioni di metri cubi d’acqua.

Mentre il livello dell’acqua si innalzava inesorabile, gli abitanti delle 31 case di pietra del borgo — appena 146 persone — furono costretti ad abbandonare per sempre le loro radici. Vennero ricollocati in nuove abitazioni costruite appositamente nel promontorio soprastante, a Vagli Sotto. Il borgo sommerso del Lago di Vagli divenne così realtà: l’acqua coprì i tetti in ardesia, il cimitero, il vecchio mulino, il ponte a tre arcate e la pittoresca Chiesa romanica di San Teodoro, risalente al 1590, con il suo iconico campanile a pianta quadrata. Da allora, il paese dorme nel silenzio subacqueo, trasformandosi in una leggenda popolare che affascina generazioni di viaggiatori.

Lo svuotamento lago Vagli: quando potremo camminare di nuovo nel borgo?

lago di vagli
Lago di Vagli

Il fascino di Fabbriche di Careggine risiede nella sua incredibile capacità di ritornare alla luce, seppur temporaneamente.

Quando si rende necessaria una manutenzione eccezionale della diga idroelettrica, il bacino viene infatti interamente prosciugato, regalando uno spettacolo lunare e commovente.

Camminare tra le vie infangate di un paese riemerso dal buio delle acque, passeggiare vicino alle rovine della chiesa e attraversare il ponte rinascimentale è un’esperienza che lascia senza fiato.

I precedenti storici: le quattro riemersioni

Inizialmente, i piani prevedevano che lo svuotamento lago Vagli avvenisse circa ogni dieci anni, ma nella pratica questo evento si è verificato soltanto quattro volte nella storia:

  • 1958: La prima, emozionante riemersione, a soli pochi anni dalla creazione del lago.
  • 1974: Il secondo svaso, che vide già l’arrivo dei primi curiosi da fuori provincia.
  • 1983: La terza occasione in cui gli ex abitanti poterono riabbracciare con lo sguardo le mura delle loro vecchie case.
  • 1994: L’ultimo e più mediatico svuotamento, un evento epocale che attirò oltre un milione di turisti da ogni parte d’Italia e del mondo, pronti a immortalare l’Atlantide della Toscana sotto il sole estivo.

L’attesa per il prossimo svuotamento: estate 2027 o 2028?

Da quel lontano 1994 sono passati oltre trent’anni di silenzio ininterrotto. Se vi state chiedendo quando potremo finalmente rivedere il paese fantasma, le notizie recenti hanno riacceso prepotentemente le speranze. Dopo diversi rinvii dovuti a problematiche organizzative, alla pandemia e soprattutto a gravi periodi di siccità che hanno sconsigliato lo spreco di preziose risorse idriche (in particolare tra il 2022 e il 2024), le istituzioni locali e l’Enel Green Power stanno pianificando la fattibilità del grande evento.

Attualmente, le ipotesi più accreditate (supportate da recenti tavoli tecnici regionali) indicano l’estate 2027 o al massimo il 2028 come la finestra temporale ideale per il prossimo, colossale svaso, in concomitanza con il rinnovo delle concessioni idroelettriche.

Un appuntamento imperdibile per gli amanti del turismo lento, della fotografia e della storia, che riporterà alla luce il campanile scoperchiato, le abitazioni spettrali e il tracciato originale della via Vandelli. Nel frattempo, le leggende locali narrano che, nelle fredde notti d’inverno, sia ancora possibile udire il rintocco delle campane di San Teodoro provenire dalle profondità del lago.

Garfagnana cosa vedere: le spettacolari attrazioni del Lago di Vagli

Garfagnana

Anche senza lo svuotamento, il Lago di Vagli è un capolavoro naturalistico incastonato tra le aspre vette delle Alpi Apuane e l’Appennino.

Oggi, le sponde dell’invaso ospitano il Vagli Park, un polo di attrazione che coniuga in modo eccellente avventura, escursionismo e arte. Se vi state domandando cosa vedere in Garfagnana per un weekend fuori porta, quest’area offre spunti inaspettati e memorabili.

Il Volo dell’Angelo: pura adrenalina sulla Zipline

Per i più coraggiosi, la Zipline del Vagli Park è un’esperienza da non lasciarsi sfuggire. Si tratta di un cavo d’acciaio lungo ben 1.500 metri che permette di effettuare il Volo dell’Angelo sospesi a circa 350 metri di altezza sopra la superficie dell’acqua turchese del lago. A una velocità che sfiora i 130 km/h, si vola littelarmente sopra l’abitato di Vagli Sotto e sopra il punto in cui giace il borgo sommerso. È possibile affrontare la discesa da soli o in coppia (con l’opzione di volo in free style o seduti), godendo di una panoramica a volo d’uccello che rimarrà impressa a lungo nella memoria.

Il Ponte Sospeso e le pavimentazioni in cristallo

Un’altra attrazione mozzafiato è il Ponte Sospeso (o Ponte Tibetano). Questa struttura ingegneristica unisce le due sponde del lago proprio all’imbocco del fiume Edron.

Oltre a garantire una vista privilegiata sul paesaggio montano e sulle acque sottostanti, il ponte è reso unico da un tratto centrale caratterizzato da resistenti pannelli in vetro trasparente.

Camminare sospesi nel vuoto, guardando l’acqua del bacino scorrere direttamente sotto i propri piedi, è un’emozione forte ed entusiasmante, accessibile in totale sicurezza a tutta la famiglia.

Il Parco dell’Onore e del Disonore

Continuando a esplorare i dintorni, vi imbatterete in una delle esposizioni artistiche più originali e curiose della regione: il Parco dell’Onore e del Disonore.

Disseminate lungo i sentieri curati sulle rive del lago, troverete oltre venti sculture monumentali in purissimo marmo di Carrara, dedicate a personaggi storici e contemporanei che hanno fatto discutere. In questo singolare museo all’aperto figurano statue dedicate al cane poliziotto Diesel (vittima eroica degli attentati di Parigi), affiancate a figure decisamente controverse e simboli di “disonore”, tra cui il comandante Francesco Schettino (rappresentato ironicamente con delle enormi orecchie da coniglio). Più avanti si incontrano persino i volti di controversi leader mondiali come Donald Trump e Vladimir Putin. Un contrasto bizzarro e inaspettato tra l’arte classica del marmo apuano e la satira della cronaca moderna.

Trekking e Natura: l’Oasi di Campocatino

Campocatino
Campocatino

A pochi chilometri da Vagli Sotto, non potete perdervi il meraviglioso alpeggio di Campocatino. Si tratta di una pittoresca oasi naturale dominata da un grande prato verde di origine glaciale, circondato da antiche casette di pastori in pietra (conosciute localmente come “caselli”) dotate di caratteristici tetti spioventi che sembrano usciti da una favola del passato.

Oltre a essere un’importante Oasi LIPU per la tutela e l’osservazione dell’avifauna locale, questo luogo dall’atmosfera mistica ospita la famosa statua dedicata all’Angelo Custode ed è il punto di partenza ideale per spettacolari percorsi di trekking verso il Monte Roccandagia o la maestosa parete del Monte Tambura.

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