Randagismo in Italia, Legambiente: 14mila cani a rischio canile


Animali da Compagnia

24 Luglio 2026

Il XV rapporto “Animali in Città” di Legambiente stima oltre 14mila cani a rischio di restare a vita nei canili rifugio italiani. La presentazione del documento, che si è tenuta a Roma, indirizza sei proposte al Parlamento tra cui un fondo per i servizi veterinari essenziali

di Redazione Vet33


In Italia, nel 2025, oltre due cani su dieci di quelli entrati nei canili rifugio di 221 Comuni non sono stati adottati, restituiti ai proprietari o adottati dalla comunità come cani di quartiere. È quanto emerge dal XV rapporto nazionale “Animali in Città” di Legambiente, dal titolo “Il Costo dell’inazione. Prendersi cura prima: animali, persone e comunità nelle politiche di prevenzione”, presentato il 23 luglio a Roma. Legambiente stima che, a livello nazionale, possano essere oltre 14mila i cani che nel 2025 rischiano di restare a lungo o a vita in queste strutture. 

Le cause del sovraffollamento nei canili

Tra le cause principali che riempiono i canili rifugio, più dell’abbandono estivo, il rapporto individua le cucciolate casalinghe incontrollate, le conseguenze del crescente mercato online, la mancata iscrizione all’anagrafe – con cani che restano invisibili al sistema finché non finiscono vaganti in un canile – e una diffusa mancanza di formazione di base da parte di chi decide di prendere un animale.

Il costo economico dell’inazione

Mantenere un cane in canile rifugio per un anno costa in media circa 1.900 euro, tra 1.300 e 2.550 euro a seconda della retta applicata, e per un animale divenuto inadottabile la cifra si ripete ogni anno. Insegnare invece al proprietario a prendersi cura del proprio cane costa, una sola volta, tra 100 e 250 euro, ovvero da otto a diciannove volte di meno. Secondo Legambiente, si tratta di un’azione preventiva che riduce moltissimo le rinunce alle prime difficoltà di gestione e aumenta il benessere degli animali.

Randagismo e fragilità finanziaria dei Comuni

Nel 2025 la spesa pubblica di settore è scesa a 193,6 milioni di euro, il 22% in meno rispetto all’anno precedente, pari appena al 3,65% di un mercato degli animali da compagnia da 5,3 miliardi di euro, di cui 4,2 miliardi per i soli alimenti, in crescita a un tasso medio annuo del 6,9%. Il rapporto richiama anche i dati della Corte dei Conti, che a fine 2024 ha certificato 1.001 Comuni in crisi finanziaria: le regioni con la più alta concentrazione di Comuni in crisi (es. Sicilia, Calabria e Campania) sono le stesse in cui il randagismo raggiunge i livelli più elevati, poiché mancano soprattutto le sterilizzazioni, i controlli e la gestione dei canili. 

Il nuovo Indice di Convivenza Urbana

Per la prima volta, Legambiente ha calcolato l’Indice di Convivenza Urbana per 218 Comuni su 447, organizzato su cinque livelli di servizio offerto ai cittadini. L’indice esprime la qualità dei servizi di welfare territoriale legati agli animali d’affezione, risultato della collaborazione tra Amministrazioni comunali e Aziende sanitarie. Nel 2025 il valore medio registrato è stato di 36 punti su 100, corrispondente a un livello essenziale di servizi.

Le sei proposte al Parlamento

Legambiente indirizza al Parlamento sei proposte operative, tra cui l’adozione di un fondo nazionale vincolato per i servizi veterinari essenziali (sterilizzazioni, anagrafe, gestione del randagismo) e corsi di formazione gratuiti e obbligatori per chi decide di prendere un animale. L’associazione chiede inoltre l’abbassamento dell’IVA al 10% (dall’attuale 22%) con una detrazione adeguata sulle cure veterinarie, l’integrazione tra SINAC, Servizio sanitario e Servizi sociali, e il recepimento in Italia del primo Regolamento europeo dedicato al benessere e alla tracciabilità di cani e gatti, approvato il 22 maggio scorso, che introduce regole comuni su identificazione tramite microchip, registrazione in banche dati nazionali interoperabili, allevamento, vendita e importazione, con applicazione progressiva dal 2028.

I modelli europei citati come buone pratiche

Legambiente cita alcune esperienze di altri Paesi europei come esempio di modelli replicabili. In Germania è prevista una patente per il proprietario, non per la razza del cane: l’attestato Sachkundenachweis richiede una prova teorica prima dell’adozione e una prova pratica entro il primo anno. Nel Regno Unito il medico veterinario ha un ruolo di sentinella sociale: in caso di sospetto maltrattamento, il codice di condotta dell’ordine veterinario britannico prevede l’obbligo di segnalazione, reso operativo dal Links Group in collaborazione con i Servizi sociali. In Francia, tra il 90 e il 95% dei cani è identificato e tracciabile grazie all’anagrafe unica nazionale I-CAD, obbligatoria per cani, gatti e furetti dal 2012.

Il direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti, ha dichiarato che “la prevenzione non è una spesa assistenziale, ma un investimento importante con un ritorno economico misurabile e che genera anche benessere e qualità nell’animale e nel suo proprietario”. 

Antonino Morabito, responsabile nazionale CITES e Benessere Animale di Legambiente, ha sottolineato il valore della partecipazione di Comuni e Aziende sanitarie alla raccolta dati, definendo ogni risposta “un mattone di conoscenza pubblica” e sottolineando quando queste misurazioni servano per “dare al Paese strumenti per crescere e per affrontare con soluzioni concrete temi complessi come il randagismo, la prevenzione e la salute pubblica”.

I premi 2026 e la squadra dei Tartadog

Nell’ambito dell’evento, Legambiente ha assegnato il Premio nazionale Animali in Città alle realtà più virtuose nella gestione degli animali, e ha presentato la squadra dei Tartadog, unità cinofile addestrate insieme all’ENCI per individuare i nidi di tartaruga marina Caretta caretta sulle spiagge italiane. 

Tra i Comuni premiati, si conferma al primo posto San Giovanni in Persiceto (Bologna), unico insieme a Modena a raggiungere il livello eccellente, seguito da Piacenza e Bolzano, mentre tra le grandi città si conferma Napoli. Tra le Aziende sanitarie, prima classificata è l’ASL Napoli 1 Centro, davanti alle agenzie lombarde di Brescia, Bergamo e della Montagna e alle aziende toscane. Il nuovo premio alla collaborazione istituzionale, legato all’Indice di Convivenza Urbana, è andato al territorio di Napoli con l’ASL Napoli 1 Centro. I premi al progresso sono stati assegnati a Grignasco, in provincia di Novara, tra i Comuni, e all’ATS Val Padana, competente per Cremona e Mantova, tra le Aziende sanitarie.

CITATI: ANTONINO MORABITO

TAG: ANAGRAFE ANIMALI D’AFFEZIONE, BENESSERE ANIMALE, CANILI, INDICE DI CONVIVENZA URBANA, IVA, LEGAMBIENTE, RANDAGISMO, SERVIZI VETERINARI, SINAC, TRACCIABILITà, XV RAPPORTO LEGAMBIENTE


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