Quarantuno pagine dedicate all’Altopiano dei Sette Comuni, attraversando storia, letteratura, lingue straniere, musica, religione, economia, scienze, tecnologia, sport e arte. È il lavoro con cui Adele Bettonte, studentessa di Rovigo, ha scelto di concludere il proprio percorso alla scuola secondaria di primo grado, portando all’esame un territorio distante da casa ma diventato negli anni quasi un luogo di famiglia.

La storia nasce infatti molto prima della tesina. A raccontarla è il padre Simone Bettonte, residente a Rovigo, che in passato ha lavorato per undici anni a Vicenza. Proprio quell’esperienza gli ha permesso di conoscere il territorio vicentino e, successivamente, insieme alla moglie e alla figlia, di avvicinarsi sempre di più all’Altopiano dei Sette Comuni.

Estate dopo estate e inverno dopo inverno, la famiglia Bettonte ha trascorso qui numerosi periodi di vacanza, soggiornando in diverse località: Asiago, Gallio, Rotzo, Albaredo e Roana. Una frequentazione costante che, per Adele, si è trasformata progressivamente in curiosità e interesse verso la storia, la natura e l’identità dell’Altopiano.

Quando è arrivato il momento di scegliere l’argomento dell’elaborato conclusivo delle scuole medie, la decisione è stata quindi quasi naturale: raccontare proprio quei luoghi conosciuti durante tanti soggiorni insieme ai genitori.

Il lavoro porta un titolo che sintetizza bene questo legame: “La bellezza dell’Altopiano di Asiago – L’Altopiano dei Sette Comuni”. Ad aprirlo è anche un pensiero di Mario Rigoni Stern, scelto come introduzione a un viaggio che prova a leggere il territorio attraverso discipline molto diverse tra loro.

Una parte importante della tesina è dedicata inevitabilmente alla Grande Guerra, con un approfondimento sul ruolo dell’Altopiano nel conflitto tra il 1915 e il 1918. Adele ripercorre la guerra dei forti, la Strafexpedition, i combattimenti sul Monte Cengio, la battaglia dell’Ortigara, i Tre Monti e le vicende che hanno lasciato sul territorio una delle eredità storiche più profonde del Novecento.

Da qui il percorso si allarga alla letteratura con Gabriele D’Annunzio e al rapporto del poeta con le vicende belliche dell’Altopiano. Per inglese Adele ha invece scelto di approfondire la figura di Hugh Dalton, ufficiale britannico che combatté sul fronte italiano e lasciò importanti memorie della propria esperienza, mentre la sezione in francese è dedicata alla presenza delle truppe francesi sull’Altopiano durante l’ultima fase della guerra.

Ma la particolarità del lavoro sta soprattutto nella capacità di trovare un collegamento con i Sette Comuni praticamente in ogni materia.

Per musica, ad esempio, il percorso passa attraverso il Futurismo e Luigi Russolo, teorico dell’“arte dei rumori”, mettendo in relazione la nuova concezione del suono con il fragore della guerra e delle artiglierie. Per religione e riflessione sul rapporto tra fede e sofferenza viene invece preso in esame “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi, film profondamente legato all’Altopiano e ambientato durante la Prima guerra mondiale.

La tesina cambia poi completamente prospettiva affrontando l’economia contemporanea dei Sette Comuni. Qui trovano spazio la valorizzazione delle produzioni locali, le malghe, l’Asiago DOP, l’export agroalimentare, il turismo, la gestione sostenibile del territorio e il tema della ricostruzione dei boschi dopo la tempesta Vaia.

Il collegamento con le scienze porta invece Adele “da Asiago alle stelle”, partendo dall’Osservatorio Astrofisico e dal sentiero dei pianeti per arrivare a un approfondimento sul Sistema Solare. Un modo originale per far diventare ancora una volta il territorio il punto di partenza verso un argomento molto più ampio.

Spazio anche alla tecnologia e all’ambiente, con il teleriscaldamento di Asiago, la gestione delle biomasse e delle risorse forestali, fino ai temi dell’economia circolare e della certificazione “Made Green in Italy”.

Nemmeno lo sport resta fuori dal viaggio. Adele dedica infatti alcune pagine all’hockey su ghiaccio e all’Hockey Club Asiago, raccontando uno degli elementi più riconoscibili della tradizione sportiva cittadina, prima di concludere il percorso attraverso l’arte e la natura del SelvArt di Mezzaselva di Roana, con le sue installazioni immerse nel bosco e il lavoro dello scultore Marco Martalar.

Ne emerge così un elaborato che non si limita a descrivere una località turistica, ma prova a raccontare l’Altopiano come un insieme di memoria, paesaggio, cultura, economia, ricerca scientifica, sport e identità.

Una scelta che ha suscitato curiosità anche negli insegnanti di Adele e che ha accompagnato positivamente la conclusione del suo percorso scolastico. La giovane studentessa è stata infatti promossa a pieni voti e, con il nuovo anno scolastico, inizierà una nuova esperienza al Liceo Linguistico di Rovigo.

A rendere particolare questa storia è forse proprio il punto di osservazione: quello di una ragazza che non vive sull’Altopiano, ma che negli anni ha imparato a conoscerlo attraverso le vacanze trascorse con la propria famiglia, fino a decidere di portarlo con sé nel momento più importante del proprio percorso alle scuole medie.

Il padre Simone aveva promesso alla figlia che avrebbe cercato di condividere quel lavoro anche con il territorio al quale era stato dedicato. Da qui la decisione di scrivere alla nostra redazione e di inviare le 41 pagine della tesina.

Una storia familiare che parte da Rovigo, attraversa anni di vacanze trascorse tra i paesi dell’Altopiano e arriva fino ai banchi di scuola, dove i Sette Comuni sono diventati materia di studio, ricerca e approfondimento per una giovane studentessa.

La tesina

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